Territorio

Arte umbra e Agricoltura

L’Umbria è un territorio mistico, in grado di offrire esperienze profonde a chiunque si metta “in ascolto”. Negli antichi borghi medievali e nei paesaggi multicolore laboriosamente forgiati dall’agricoltura, si può percepire uno spirito eclettico e variegato, concedendosi la libertà di spaziare e di indagare gli incontri che più sorprendono. Si può comprendere come l’uomo, nei secoli, abbia ottenuto il suo tesoro più grande dalla semplicità della terra e del territorio.

Molte sono le tradizioni divenute arti apprezzate nel mondo. Di spicco la lavorazione della ceramica nelle città di Deruta, Gualdo Tadino, Gubbio e Orvieto, che da vita fra l’altro a raffinate maioliche artistiche.

Il paesaggio umbro ospita un’agricoltura in grado di offrire produzioni tipiche di alta qualità. Nell’olio d’oliva e nel vino, ma anche nella coltivazione di antiche varietà di ortaggi, legumi e cereali e nella produzione artigianale di formaggi e salumi, si rivela il sapore di tradizioni senza tempo.

Breve storia dell’Umbria

Antica terra degli Umbri sin dal secondo millennio a.C., gli Etruschi contesero il dominio della regione per alcuni secoli, finché i Romani si impossessarono dell’intero territorio a seguito della vittoriosa battaglia di Sentino (295 a.C.). Nel 90 a.C. agli Umbri venne concesso lo status di Cives Romani, ottenendo gli stessi diritti civili e amministrativi dei Romani. L’amministrazione romana fu fiorente fino agli inizi del V secolo d.C. A seguito della caduta dell’Impero Romano d’Occidente (476 d.C.), il territorio umbro è stato oggetto di invasioni barbariche e successivamente della conquista prima bizantina e poi longobarda. Nel 774 d.C. il re dei Longobardi, Desiderio, fu sconfitto da Carlo Magno che inglobò le terre umbre al regno dei Franchi. In seguito, lo stesso Carlo donò i domini umbri al Papa, seppur mantenendo un diritto di supremazia.

Nel corso dei secoli XIII e XIV, con l’indebolirsi del Sacro Romano Impero e del suo dominio sui territori italiani, molte città umbre riuscirono a costituirsi come comuni. In quest’epoca emersero diverse signorie locali a guida delle città, il cui controllo era conteso fra i sostenitori del potere temporale della Chiesa (guelfi) e del potere filoimperiale (ghibellini). La città di Foligno venne occupata nel 1227 da Guiscardo, capitano dell’imperatore Federico II. Si costituì come Comune nel 1255 e rimase città ghibellina fino al 1305, anno in cui si affermò la signoria guelfa dei Trinci. Perugia era già Comune nel 1139, governato prima dai Consoli, eletti fra gli appartenenti alle classi nobili e borghesi, e poi dai Priori, eletti fra gli iscritti alle arti. La città di Perugia rimase di fatto fedele alla parte guelfa, e nel corso del XIII secolo fu spesso in lotta con le città di Assisi e Foligno.

Dal 1424 la Signoria dei Baglioni assunse il controllo della città, finché nel 1540 Perugia venne annessa allo Stato della Chiesa a seguito della sconfitta subita nella “Guerra del sale”. I territori umbri rimasero parte integrante dello Stato Pontificio fino all’unificazione dei territori del futuro Regno d’Italia (1860), seppur con alcune interruzioni. Tra il 1798 e il 1799 le truppe francesi invasero la regione annettendola alla neocostituita Repubblica Romana, mentre tra il 1809 e il 1814 i territori umbri divennero un dipartimento dell’Impero Napoleonico con capitale prima a Foligno e poi a Spoleto.

I confini attuali della Regione Umbria sono stati definiti nel 1927, con la creazione della Provincia di Terni e la separazione della Provincia di Rieti che è stata annessa alla Regione Lazio. Attualmente la Regione Umbria conta meno di 900.000 abitanti, con una densità abitativa che supera di poco i 100 abitanti/Kmq. Questo dato, in concomitanza con un moderato sviluppo industriale, ha in parte contribuito a preservare il territorio dall’inquinamento ambientale e paesaggistico tipico dell’era postindustriale.